Beneficialia

Sono fascicoli relativi ai processi per la concessione di benefici da parte di esponenti di famiglie benestanti della diocesi per assicurarsi la celebrazione di messe in suffragio della propria anima e dei loro congiunti. Il fondatore o “patrono”, alla sua morte, lasciava ai suoi eredi o discendenti, il diritto di eleggere o nominare il rettore cappellano del beneficio: un chierico o sacerdote discendente da linea et genere fundatoris e di presentarlo all’ordinario diocesano per la canonica investitura. I fascicoli erano costituiti, quindi, dagli atti presentati in curia da coloro che, in possesso dei requisiti stabiliti nell’atto istitutivo, avevano diritto al rettorato del beneficio vacante, per morte del precedente rettore. Cioè si trattava in genere di richieste dei chierici o sacerdoti aspiranti al posto di rettore o cappellano pro tempore che allegavano l’atto istitutivo, esibito in originale o in copia, dal patrono per l’esercizio dello jus presentandi, l’accertamento da parte della curia del grado di parentela degli aspiranti, gli editti dell’ordinario diocesano di attestazione della “vacanza” del beneficio e, infine, le bolle di investitura canonica. Tale documentazione si presenta rilegata in un unico volume per ciascun beneficio in ottemperanza alle norme contenute nella costituzione apostolica Maxima vigilantia, emanata dal papa Benedetto XIII (1727).

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